Laguna Verde

Laguna Verde

domenica 1 maggio 2016

Sci desertico

Questa volta senza tener conto delle distanze, di certo non faccio la conta dei chilometri, sicuramente non è una destinazione scelta per la comodità.
Non è l'aitante costa di Pan de Azucar ne' l'isola del Parque Nazional Pinguino de Humbolt. Assolutamente lontani dalla rilassante e confortevole Bahìa Inglesa, oltre le strade tortuose che portano al sector del Parque Nevado Tres Cruces. 
Come buttare il cuore oltre l'ostacolo si mira dritto al desiderio.
"sono in autobus da 5 minuti e mancano 11 ore e 55 per arrivare a San Pedro de Atacama" (25.03.2016 memorie dal Moleskine)

Per Pasqua il cantiere si concede una tregua e io riesco a sfruttare del fine settimana con Lunedì di Pasquetta per fare un tre giorni tutto d'un fiato. 

Dopo 12 ore di viaggio ho ancora le energie per apprezzare l'impatto con questo paesotto in pieno deserto di Atacama a pochi chilometri in linea d'aria dal punto triplo, dove c'è il confine tra Cile, Argentina e Bolivia. L'atmosfera è preziosa, e nonostante la piccola comunità sia completamente invasa da turisti provenienti da tutto il mondo, il pueblo riesce a mantenere comunque le sue caratteristiche di contesto molto disteso e rilassato. Pochissimi mezzi girano per il paesino, solo alcuni autobus che partano dalle numerosissime agenzie di turismo per portare i turisti a una qualche escursione prenotata con anticipo, per il resto il centro è solo passeggio pedonale.
Ho beccato un ostello carino in centro, molto piccolo ma dalla posizione strategica, subito dopo ho prenotato la mia prima escursione, non ho tempo da perdere e devo lasciarmi dietro il lungo viaggio per scoprire il più possibile di questo posto magico. Mi sento un bambino di 10 anni in un nuovo parco giochi.

Per cominciare occuperò il mio primo pomeriggio con una attività sportiva, alle 16:00 ho appuntamento con una guida per fare sandboard sulle dune e subito in testa mi suona un pezzo dei Verdena "Sci Deserti-co"



E be', me la sono cavata, pensavo molto peggio e in testa continua a suonarmi "Sci deserti-co-o"

Le diverse agenzie propongono infiniti tour di cui molti interessanti, mi servirebbe minimo una settimana ma incastrando i tour mattutini con quelli serali riuscirò a vedere almeno la metà di quello che avrei voluto. Sondo il terreno chiedendo ai ragazzi che più fortunati di me hanno avuto più giorni, chiedo le impressioni cerco di captare dettagli per motivare la mia selezione ma senza dubbi non avrei lasciato fuori le lagune altiplaniche, la zona dei Gayser e l'osservazione astronomica (l'ultima prenotata per tempo poiché richiestissima). 
"Chiedo che venga messo a verbale che questo è un posto adatto ad un viaggio con bambini anche piccoli" (26.03.2016 Momorie dal Moleskine)

Secondo giorno a San Pedro, alle 7:00 mi incontro con la guida che ci porterà a visitare le Lagune Altiplaniche, siamo 16 ragazzi di età compresa tra i 26 e i 35 di nazionalità varie, talmente varie che la guida ci chiama per Nazione senza rischiare che si girino in più persone. "Italia, vamos!"; "Alemania, cuidado!" "Enghelterra, regresan al bus"

Le due lagune in foto sono la Miñiques e la Miscanti, entrambe a 4150 mslm. Ogni commento inutile di fronte a questo spettacolo.
Rientrando facciamo sosta ad una laguna di dimensioni minori ma non per importanza in quanto ospita una riserva di fenicotteri straordinari. Allontanandomi dal resto dei visitanti, fingendo di essere interessato ad altro, facendo movimenti lenti e rassicuranti a pochi centimetri di acqua riesco ad avvicinarmi per fotografare da vicino un fenicottero di cui avevo ormai guadagnato la fiducia.


Rientro a San Pedro mi faccio coccolare dal passeggio del centro nel frattempo butto un occhio sulle proposte delle agenzie, ho il pomeriggio libero e la visita alla valle della Luna e valle della Muerte sia la più accattivante quindi prenoto la mia visita ed ho un paio d'ore per pranzare. Incontro due ragazze che avevo conosciuto durante la visita alle Lagune, una di loro è in viaggio da Ottobre del 2014, mi consigliano un posto per mangiare qualcosa di tipico. 
Devo dire che ho fatto bene a fidarmi, un posto davvero autentico. Mentre gustavo la mia porzione abbondante di manzo con sugo cileno è giunta ora di prepararmi per il prossimo Tour.

La guida ci spiega subito che il nome valle della Muerte è una stupida trovata di Marketing, il vero nome è Valle de Marte, nome scelto non a caso dato che la valle mostra le stesse caratteristiche della superficie del pianeta rosso tant'è che la NASA utilizza la valle per fare i test degli strumenti che invia alla scoperta del suddetto pianeta.
Devo dire che questo tour è stato reso interessante dall'abilità della guida nel coinvolgermi nelle sue spiegazioni circa la formazione della valle stessa padroneggiando conoscenze sulle ere più remote fino alla formazione delle imponenti Ande.
Abbiamo visitato quindi la valle della Luna, quella di Marte, un salar dove ci sono delle conformazioni rocciose di notevole interesse e una miniera abbandonata dove anni addietro si cavava a mano il sale per tutta la regione di Atacama.

Tramonto mozzafiato, rientro a San Pedro, cena in localino e a letto presto, l'indomani mi sarei svegliato presto per incontrare la guida che mi avrebbe portato a visitare i Gayser del Titio alle 4:00 am.

Terzo Giorno, nel prenotare la visita mi avevano detto di coprirmi bene, io ho indossato quello che avevo a disposizione: un maglione di lana e un K-way. Il mio equipaggiamento non era assolutamente adatto ai -10° che alle 5:30 del mattino creano le condizioni ideali per l'avvistamento del fenomeno dei Gayser del Titio. Non ho mai sofferto il freddo come quelle prime ore del mattino prima dell'alba quando l'alzarsi del sole ha portato le temperature attorno allo zero. Ma ciò che mi fece dimenticare del disagio come sempre fu il gioco che valse la candela.
Sarei rimasto li per ore e ore a godere del campo geotermico ma la guida spingeva per rientrare, avevamo ancora una tappa e nel pomeriggio avrebbe portato altri turisti a fare uno di questi tour. 
"E' consigliato il noleggio di una macchina per godere a pieno di questi posti senza la fretta della guida e la gabbia degli orari/appuntamenti" (28.04.2016 Memorie dal Moleskine)

In direzione San Pedro facciamo sosta a un pueblo che ha conservato le caratteristiche del piccolo villaggio sulla strada dei commercianti che da l'Argentina arrivavano ad Antofagasta per fare scambi di bestiame con il Pescato Cileno. Li trovo un signore che sta grigliando degli spiedini di Lama, potevo mai farmelo scappare? 

10.00 a.m.  Colazione Andina: una empanadas de queso e uno spiedino di lama.

Ultimo appuntamento, osservatorio astronomico.
In questo osservatorio c'è il secondo telescopio più grande dell'emisfero per osservazioni astronomiche aperte al pubblico. La guida è una signora innamorata della materia tanto da incantare tutti con nozioni tecniche e mitologiche che interessano il firmamento. Alla fine della visita abbiamo incontrato un astrofisico che usa l'osservatorio a scopo scientifico era li per rispondere alle nostre domande a cui l'interessato ha risposto spiegando in termini comprensibili anche a chi a digiuno della materia ha avuto la possibilità di elevarsi oltre le dimensioni ridicole del pianeta che abitiamo.




lunedì 29 febbraio 2016

Cordillera de los Andes

Il mio primo incontro mesi fa con la cordigliera delle Ande fu sofferto ma appagante, lo splendore della Laguna Santa Rosa mi ripagò del mal di montagna e della strada impegnativa. Questa volta però ho gestito meglio la preparazione e mi sono spinto molto più in la in uno scenario che mi ha lasciato sbalordito e che proverò a raccontavi con l'aiuto di alcune foto.


Tra il mio equipaggiamento hanno trovato posto in prima fila: un termos di acqua calda per preparare il Mate Yerba, una cioccolata fondente come rimedio istantaneo ad eventuali cali di pressione e la consapevolezza che sarei potuto tornare deluso dalle mie prestazioni fisiche se ancora una volta il mal di montagna m'avrebbe ridotto la possibilità di godere di quello che mi si presentava davanti agli occhi, una specie di ansia da prestazione.
Lungo il cammino sono stato molto attento a mantenere uno stato di idratazione ottimale e a fermarmi di tanto in tanto per fare una pausa di qualche minuto, sfruttando l'occasione per fare qualche foto ho avuto modo di apprezzare con più calma la strada che percorrevo, i colori dei tagli freschi delle rocce che in alcune occasioni regalavano scenari entusiasmanti.


Pochi animali in realtà, pochi rispetto alle aspettative, si dice che d'estate molti fenicotteri scampano al caldo rifugiandosi sui laghi ad alta quota, avrei dovuto incontrare inoltre gli animali tipici del deserto di Atacama... Niente, nessun incontro faunistico degno di nota, nessuna vigogna, nessun lama, ne volpi, solo molti uccelli, cavalli e asini.

Questa volta sto bene, nessun sintomo di mal di Montagna, faccio due passi sul perimetro della Laguna Santa Rosa e decido di proseguire fino ai confini con l'Argentina lungo il Paso San Francisco per salire fino a 4400 mslm dove la mappa della Lonley indica la posizione della Laguna Verde.

Superato il settor Salar de Maricunga la strada è per lo più nuova, sono in atto dei lavori di miglioramento del passo, una delle molte infrastrutturazioni che il ministero della viabilità Cileno pubblicizza con lo slogan "Obras que unien Chilenos" come ho avuto modo di vedere sulla Ruta 5 che corre lungo il Cile e collega le principali città da Nord a Sud, come la strada che faccio ogni giorno per andare in cantiere, la C17 etc. ma nel caso specifico del Paso San Francisco, l'opera unisce il Cile con l'Argentina, quindi non unendo i Cileni lo slogan in via straordinaria è diventato "Obras que mejoran Chile". 

Slogan a parte, dove non sono ancora arrivati i lavori la strada è praticabile al massimo a 60 km/h con un pickup tipo quello in mia dotazione, eppure ho incontrato due ragazzi svedesi, Roberto e Christian, che con le moto vengono dalla Patagonia ed hanno intenzione di continuare verso nord su queste faticose strade che attraversano il deserto di Atacama. (link del blog di questi ragazzi www.flyvardagen.nu )
Tornando alla Laguna Verde, il percorso raggiunge il punto più alto a quota 4600 mslm, ci tengo a specificarlo perchè corrisponde al mio record di altitudine, considerando che la vetta più alta d'Europa è circa 4810 mslm, mi incoraggia il fatto che nonostante avessi effettuato l'ascesa in un solo giorno, non ho ancora alcun sintomo di mal di montagna, forse lavorare per tre mesi a 1800 mslm è servito a rendermi meno intollerante all'area rarefatta.

Giunto al dunque sono impressionato dalla bellezza di questo posto, arrivato alla laguna noto che ci sono diverse tende in un angolo riparato dal forte vento di cadenza permanente sugli altipiani delle Ande. E' un punto strategico per l'acclimatazione di chi ha intenzione di arrivare fino alla cima del vulcano Ojos del Salado, con i suoi 6891 mslm il vulcano attivo più alto al mondo, diversi scalatori passeranno qui una o due notti prima di proseguire l'ascesa del bestione.


Sulle rive del lago ci sono addirittura delle piscine di acqua termale circondate da muretti a secco costruiti per riparare le stesse dal vento. Immaginatevi di fare un bagno in una piscina termale con questo panorama e poi prenotate un volo destinazione ATACAMA.



sabato 26 dicembre 2015

Feliz Navidad 2015

25 Dicembre, sto ancora digerendo la fantastica cena di ieri sera quando Oliver, uno dei fratelli della famiglia proprietaria dell'Atacama Lodge dove dormo, mi ha portato a fare un giro su una duna, la stessa dove passa la Dakar, l'esperienza di guida 4x4 sulle dune fu davvero adrenalinica. A seguire siamo andati in una miniera che a seguito di un alluvione è stata abbandonata poiché costava di più svuotarla che cavarne una nuova. Allo scendere dalla macchina, il tempo di fare qualche foto ed Oliver si era già tuffato, io non ero attrezzato affatto e non ero partito con l'idea di fare il bagno, ma avrei potuto farmi scappare una occasione del genere?









mercoledì 23 dicembre 2015

Valle del Elqui

Il minimo indispensabile
Uno zainetto, tutto qui, solo il minimo indispensabile per muovermi in maniera agevole, l'intimo, un paio di t-shirt, una felpa, un solo jeans, un piumino smanicato, uno di quelli che per fortuna non occupano troppo spazio. Ho inoltre un minimo di provviste, una bustina di bacche, un bricco di succo e dei biscotti -al Parque National Tres Cruces m'avrebbero fatto comodo e non li avevo-,  in fine una bottiglietta di acqua da 350 cl -formato strano lo so ma funzionale alla comodità-
Un bagaglio minimal quindi, la mia compatta, un piccolo moleschine, un comodo coltellino svizzero appena ricevuto in regalo per il mio compleanno dai propietari del Louge dove dormo e la Lonley.

Pianificazione
Partenza prevista per le 3:35, l'idea è quella di visitare la valle del Elqui che prende il nome dall'omonimo fiume. Ho letto di siti che mi attraggono a Vicuna, Monte Grande, Pisco Elqui e Horcòn. Non ho un'idea precisa su come e quando muovermi tra questi villaggi, figuriamoci un hostello riservato o un tour prenotato, sono sicuro che una volta lì sarà tutto chiaro, succede così, ci si lascia orientare da una specie di inerzia alimentata dai consigli degli indigeni.


Cabrito ed oggetti smarriti
Arrivato a Vicuna, cercando un Hostel per dormire si è fatta ora di pranzo e a pochi kilomtri c'è un villaggio chiamato Villaseca famoso per la cucina solare,dove una comunità di donne usa i forni solari per cucinare qualsiasi cosa, non potevo farmi scappare una scorpacciata così originale, quindi prendo un collettivo e mi dirigo da DONDE MARTITA dove con 8000 Pesos mi servono la specialità della casa, ovviamente cucinata con il forno solare sotto i miei occhi, "El Cabronito", qualcosa di realmente incredibile. Mentre mi gustavo questa fetta di capra mi accorgo di aver lasciato il mio cellulare sul collettivo, penso di non aver speranza di ritrovarlo ma il caso volle che nel collettivo con me c'era un personaggio davvero autentico che la mia curiosità mi ha portato a fotografare. Be' in quella foto ho beccato anche la licenza dell'autista con nome e cognome. Più che speranzoso ero illuso che questo potesse aiutarmi quindi ne parlo con il cameriere simpaticissimo che si mette a disposizione e fa un giro di chiamate. Dopo poco più di 20 minuti, giusto il tempo di finire con calma la mia porzione di cabrito, e il mio telefono sarebbe ritornato nel mio zaino portato direttamente da Carlos Alberto Gonzales Roja, l'autista del collettivo dove avevo lasciato il mio telefono. 


Karma in down
Una delle attrazioni più interessanti della valle del Elqui è il cielo, diversi appassionati vengono a fare turismo astronomico visitando i diversi osservatori presenti in zona. Prenoto quindi una visita a uno di quelli più battuti, si chiama Mamalluca, ma si prevede una nottata nuvolosa quindi la visita viene annullata, ripiego quindi su un giro per i musei di Vicuna tra cui una Pisqueria che trovo chiusa e il museo dedicato al premio nobel per la letteratura Gabriela Mistral,  anch'esso chiuso per ristrutturazione a seguito del forte terremoto che c'è stato lo scorso settembre.
Un po' sconsolato noleggio una bici e faccio un percorso di 17 Km che passa per una pisqueria minore, una fabbrica di birra artigianale, una comunità di santoni che venerano madre terra meditando in trulli colorati e un paio di piccoli villaggi più o meno interessanti. Quello che mi serviva era scaricare la delusione dei fallimentari tentativi precedenti e una pedalata devo dire che mi ha rimesso al mondo. La notte ho avvertito un terremoto che a mio parere sembrava preoccupante, quando al giorno seguente facendo colazione ne ho parlato con la signora dell'ostello è scoppiata in una grassa risata, mentre rideva coinvolgeva altri cileni che erano li per fare colazione dicendo "dice que se trataba de un fuerte terremoto" e loro divertiti dalla mia ingenuità si univano alla risata che continuava ad ingrassare, qualcuno mi ricordò che a Settembre ci fu un terremoto 8.3 -non specificando la scala però- e questa notte si è trattato di una piccola vibrazione. 
Finisco velocemente il mio The e vado al terminal degli autobus con l'obiettivo di raggiungere Pisco Elqui facendo tappa a Monte Grande pensando che con il mio appuntamento con il cielo era stato solo rimandato e non annulato.


Pisco Elqui
Passando per Monte Grande per fare visita al piccolo villaggio dove è vissuta Gabriella Mistral, dove c'è un altro museo a lei dedicato e poco altro, prendo un bus e sono subito a Pisco Elqui. Un paesino cuore della valle che ha da offrire diverse distrazioni e interessanti attività. Cerco un Hostel, ne trovo uno davvero da easy going, il titolare si chiama Santiago, dice che corrisponde al nome Italiano Giacomo, sarà, comunque è un tipo simpatico che mi mette subito a disposizione la sua conoscenza del posto dandomi qualche dritta. Faccio due passi è incontro una piccola "Tienda" dove un appassionato di astronomia mette a disposizione i suoi telescopi e le sue conoscenze sul firmamento e per pochi pesos organizza dei tour notturni in montagna. Prenoto il tour per la sera stessa, l'appuntamento è alle 23:30 alla Tienda quindi nel pomeriggio faccio un salto a visitare un villaggio chiamato Horcòn dove sulle rive del fiume vive una comunità hippy chiamata "Pueblo artigianal" perchè si apre alla società attraverso un coloratissimo e ben fatto mercatino di artigianato.
Faccio ritorno a Pisco Elqui e mi cerco un ristorante per cenare prima del tour astronomico, mangio benissimo ad un prezzo più che onesto, sono veramente sereno, comincio a sentire la magia di cui tutti parlano quando descrivono questo posto. Il mio relax viene interrotto dalla scelta musicale del locale dove sto mangiando, la gestione chiaramente giovane di questo ristorante in legno e pietra ha deciso di mettere un disco "OK COMPUTER" dei Radiohead rifatto in chiave Reggae. Impatto disgustato seguito da un sorriso di compassione, man mano, sarà per il ruscello che mi passa a fianco, riesco a farmi piacere anche questo e torno a godere della serenità che questo posto perfettamente inserito nel contesto della valle mi sta trasmettendo. Io e il Karma stiamo trovando un equilibrio come direbbe Marzullo "piano piano, poco poco" nel frattempo... Karma police tu tu cià cià 




Stelle e Personaggi
Ore 23:30 eravamo un Italiano, due Spagnoli, tre Francesi, tre Tedeschi, una Cinese, e due Cileni che vengono dal sud. Trenta minuti di trecking salendo verso il monte e un Santone come guida astronomica con la sue voce zen ci guida lontano dalle poche ma disturbanti luci di Pisco Elqui. Camminando su un sentiero abbastanza pendente e sterrato guardavo in basso dove mettere i piedi e non mi stavo accorgendo di cosa stava succedendo sopra il livello del mio capo. Arrivati al punto di osservazione, la versione maschile di Pocahontas ci fa sedere su alcune rocce, disposte a semicerchio quasi a creare un piccolo anfiteatro e chiedendoci se siamo pronti spegne il faro e alza gli occhi al cielo.
Tutti imitano il gesto chinando il capo verso l'alto e per quindici minuti circa, il tempo che ha impiegato Tarzan versione cilena a installare i suoi telescopi, non si è sentita volare una mosca.
La coppia di francesi che da li a poco avrebbe rotto le scatole coprendo a volte la voce del belloccio indigeno non aveva fiato per sparare una delle cazzate che da li a poco avrebbe tirato fuori,  neanche la coppia cilena aveva parole per la propria manifestazione permanente di forzata sorpresa che poi avrebbe impostato con un sottofondo di continui oooh! woooow! ohooo!. 
Ecco in quella magiata di minuti, dodici rincoglioniti cessarono di esistere meravigliati dallo spettacolo che il pellerossa sud-americano stava per illustrarci.

Giorno seguente. Spostarsi per la valle non è semplice come dicevano, spesso gli autobus non partono da Vicuna finchè non sono pieni e i collettivi sono davvero rari. Chiedo a Santiago come fare per raggiungere Alcoguaz, la Lonley dice che c'è una bella chiesa in legno e si respira l'area autentica di un piccolo villaggio della valle tanto da aggettivarlo come incantevole, lui mi dice che c'è un minubus che passa da Pisco Elqui alle 13:00 e porta fino a l'ultimo pueblo de la valle cioè per l'appunto Alcoguaz. Compro quindi una empanadas e la metto nello zaino insieme a una lattina di Escudo e attendo che passi l'autobus.
Alle 13:45 si è svegliato anche il Jack Sparrow della Valle degli Elqui che a differenza di ieri sera ha gli occhi ancora più chiusi, mi chiede "Como estas amigo Italiano?" io illustro i miei programmi e la mia difficoltà a spostarmi verso il fondo della valle, lui invitandomi alla prudenza perchè alle 14:00 Alcoguaz è "muy caliente" fa un fischio e richiama l'attenzione di un signore sulla sessantina che sta scaricando la frutta da un camioncino pochi metri più avanti, mi dice di andare da lui e che mi porterà fino ad Alcoguaz raccomandandomi di non dargli più di 1000 pesos.
Corro da Don Ernesto, così chiamato dal resto dei passeggeri, per lo più donne che sfruttano il suo passagio per fare la spesa nei mercati dei diversi villaggi della valle.
Don Ernesto si occupa di trasportare per tutta la valle la frutta e altro genere di merce, nel frattempo viene incaricato da chiunque a fare delle commissioni, la stessa gente attende per strada il suo ritorno per ricevere ciò per cui era stato incaricato: una busta di pane, una lavatrice, uova lesse, documenti etc... 
Affascinato dall'amore che tutte le donne dei diversi villaggi che attraversiamo manifestano per questo benefattore arrivo ad Alcoguaz, ma alcoguaz è davvero una chiesa, una piazza e due case quindi chiedo a Don Ernesto quando sarebbe ripartito verso Pisco e lui mi risponde "Al Tiro" cioè non appena avesse finito di fare le sue consegne. Sfrutto quei 5 minuti per fare qualche foto alla chiesa e riparto con Don Ernesto per farmi lasciare ad Horcòn per fare un ultimo giro tra i mercatini e godere di quella pace che il contesto offre. Mangerò li la mia empanadas cullato dal suono del fiume che scorre per poi passare 2 ore a scegliere alcuni pensieri da riportare in Italia.

Osservatorio Astronomico
Non posso terminare la mia visita alla valle senza una visita all'osservatorio astronomico quindi al rientro verso Copiapò mi fermo a Vicuna, stavolta ho prenotato una vista ad un osservatorio che sia Santiago che la versione snella di Conan hanno detto essere più adatto a una vera esperienza astronomica rispetto a Mamallurca. Li incontro Massimo, un astronomo Italiano che sta per costruire un centro di osservazione vicino a quello da noi visitato a scopo scientifico.
Domenica 06 Dicembre, rientro a Copiapò, mi ci vorrà qualche giorno per metabolizzare il frutto della mia visita ma da subito mi sento soddisfatto del mio tempo speso per la valle...