Laguna Verde

Laguna Verde

lunedì 23 novembre 2015

Parque National Tres Cruces.

Era chiaro già da venerdì, avrei voluto raggiungere le vette andine, c'era però una disparità di condizioni a contorno a frenare il mio entusiasmo...
Come dicevo, non sono un animale da montagna e giocarmi un'altitudine di 4000 mslm alla prima mano non nascondo che suscitava un po' di timore, ma l'alternativa era tornare a casa senza aver visto le Ande quindi discussione archiviata.
La Lonley dice che è facile perdersi per le strade che salgono verso il "Parque National Tres Cruces" inoltre il tracciato non è pavimentato ed a seguito dell'alluvione ci sono dei tratti dissestati, per questo consiglia di andarci con escursioni organizzate da Copiapò. Mi informo, ci sono diverse agenzie che organizzano il tour in giornata ma il prezzo fa venire voglia di perdersi per le Ande. Escursione esclusa mi organizzo per andarci autonomamente con il pickup.
Ho a disposizione delle mappe della zona con livello di dettaglio scarso, i classici percorsi che si trovano sugli opuscoli promozionali dei parchi naturali. Mi procuro una tanica da 25 litri per il gasolio perché durante tutto il percorso non incontrerò nessun rifornimento. Metto in macchina un panino, una discreta riserva di acqua potabile, una coperta e un accendino e parto entusiasta in direzione Tres Cruces.
Imbocco il Paso San Francisco che porta in Argentina, la strada non è trafficata, praticamente deserta, è così raro incontrare una macchina che all'incontro ci si saluta come quando si incontrano persone sui sentieri di trekking, una specie di saluto da motociclista che significa condividiamo una passione, quella che ci ha spinti a fare questi 400 Km di sterrato in giro per le Ande.

Sono ancora in pre-cordigliera e già è possibile ammirare tagli di rocce minerarie che mostrano varietà di colori incredibili, mi fermo a fotografare “Las ruinas de Puquios”, le rovine di un villaggio di minatori fatto in terra e paglia che a differenza della strada a tenuto botta all'alluvione.



Andando avanti, nelle valli ristrette dove si accumula un po’ d’acqua è facile trovare piccole oasi, tra le più popolate da animali a 1750 mslm “La Puerta” è caratterizzata dalla presenza di lama, vigogne e volpi del deserto ma io ho avuto la fortuna di incontrare solo i più comuni muli, asini, cavalli e diverse varietà di uccelli. Nel frattempo, salendo supero i 2500 mslm e comincio a sentire i sintomi che temevo, principalmente mal di testa, bastavano 5 passi sostenuti per allontanarmi dalla macchina a fare una foto che mi si appesantiva la respirazione. Penso sono una chiavica ma ho in mente l’immagine che ho visto della Laguna Santa Rosa e proseguo.




Valicato il punto più alto da me raggiunto, poco più di 4000 mslm, il mal di testa aumenta, mi fermo a fare una foto ed incontro un gruppo di Italiani, sono in cinque in viaggio da un mese con l’obiettivo di scalare le vette più alte del sud-america, son partiti dall'Argentina per poi percorrere la Bolivia e finire in Cile. Uno di loro, Gigi, ha più di sessant'anni, non si sente in forma e sceglie di tornare al rifugio, sapendo che stavo per ripartire per la ormai vicina laguna mi chiede un passaggio in macchina. Lo accolgo volentieri e arrivati al rifugio mi offre un mate coca che dovrebbe alleviare il mio mal di testa: “lo prendo senza zucchero, grazie”, ma Gigi che è un alpinista esperto insiste dicendo che è importante ed io eseguo senza altre obiezioni.



La Laguna Santa Rosa si trova poco più in basso, oltre il valico, a 3700 mslm. Le temperature sono molto basse rispetto a Copiapò ed il vento non aiuta l’acclimatamento, ma ogni componente di questo fantastico contesto sembra calibrato per essere l’ideale. Una pace incredibile, oltre il lago spuntano le tres cruces innevate, la distesa di sale del Salar de Maricunga e ciliegina sulla torta i numerosi fenicotteri rosa che sorvolano il lago a pochi centimetri dal livello dell'acqua.



E’ ora di ripartire e allungando di poche decine di kilometri passo per la Salar de Maricunga, avrei potuto affrontare anche la strada fino a Laguna Verde o Laguna del Negro Francisco ma mi attendono circa duecento kilometri di sterrato per tornare alla base, è impossibile fare tutto in un giorno, ho una scusa per tornarci, ho un mal di testa sempre più impertinente ma per quello che ho visto credo di ritenermi soddisfatto.


Gigi mi ha detto che tornando in giornata sarebbe passato tutto come infatti è successo, in ogni modo ne è valsa la pena.


venerdì 20 novembre 2015

A metà strada...

Venerdì 20 Novembre, un mese e quindici giorni dalla mia partenza e un mese e quindici giorni dal mio rientro. Mi manca la terra sotto i piedi, vorrei correre verso il sud ma il Cile è come la Puglia, si fa presto a dire "già che son qui...".

Il Cile si estende per più di 4000 Km da nord verso sud, mentre è mediamente largo poco più di 250 Km, tant'è che i Cileni con cui ho avuto il piacere di confrontarmi per chiedere consigli su posti da visitare, hanno usato sempre come punti cardinali "Norte, Sur, Ande y Mar", per la direzione dei paralleli non c'è bisogno di coniare due punti cardinali, ci sono dei riferimenti altrettanto importanti. Allora che faccio? Ho un fine settimana libero, domani e dopodomani, finalmente un Sabato a mia disposizione, vado verso le Ande o verso il Mare?
M'hanno parlato molto bene delle Ande, certo San Pedro de Atacama è già nel cassetto, è un sogno che non si avvererà, "una fava che non se coce", servono almeno 4 giorni, 9 ore di macchina da dove sto io. Potrei inoltrarmi verso il "paso San Francisco", è il passo che porta in Argentina, è lunghissimo, anche li 4 ore di macchina, mica una passeggiata, all'imbocco del passo c'è un cartello che ti informa che per il prossimo rifornimento mancano circa 470 Km. Si sale fino a 4000m, i più audaci salgono fino alla vetta del vulcano attivo più alto del mondo "Ojos del Salado" (6893m) nonché la seconda vetta più alta del sud America, appena 69m più bassa della Aconcagua argentina. Anche questa è una destinazione impossibile dato che l'ascensione richiede minimo 12 giorni per acclimatarsi, per me che non sono un animale da montagna non basterebbero 20.
Pare che il Cile con la sua natura voglia imporre il così detto passo lento, mi ricorda un po' lo sguardo con cui mi guardavano gli indigeni in Senegal quando proponevo di andare in due posti differenti al mattino e al pomeriggio, così mi guarda Ralf (il proprietario del lodge dove dormo) quando chiedo di fare una escursione in giornata o di 2 giorni al Parque National Tres Cruces o alla valle del Elqui.
Il tempo stringe ed entro stasera dovrò decidere cosa fare dei prossimi due giorni... nel frattempo posto un po' di foto che in questo periodo di lungo silenzio ho scattato per le vie di Copiapò e dintorni.

Una di queste domeniche ho fatto un salto fino alla duna che pare essere la più alta del mondo, in realtà google pare farmi capire che sono in tanti i paesi a rivendicare questo primato. Titoli a parte ci sono andato con la macchina percorrendo una strada asfaltata per 30-40Km per poi intraprendere un lungo off-road in pieno deserto con la trazione a quattro ruote motrici.
Al rientro ho scoperto che il lato più bello della duna è dall'altra parte e per arrivarci c'è anche una strada molto più comoda. 


Mi sono autoproclamato giudice ufficiale per la scelta della peggiore birreria di Copiapò. Le birrerie non sono la trasposizione dei nostri pub, no, ma principalmente posti in cui i minatori passano il dopolavoro apprezzando birre in bottiglia dal formato eccezionale. Infatti, cosa che non ho mai visto in nessun altro paese, le birre anche dei marchi più commerciali vengono servite in bottiglie di vetro da un litro. Più delle volte questi minatori sono da soli, ognuno con la sua bottiglia seduto ad un tavolo, ciò ha legittimato la mia presenza curiosa e solitaria in questi posti spettacolari dove in ognuno resiste ed è partecipe con entusiasmo la presenza del jukebox a gettoni.  


Stazione abbandonata di Carrera Pinto una volta molto attiva quando le miniere che la circondano la usavano per caricare convogli di minerali, principalmente ferro e carbone. E' veramente straordinaria la ricchezza in termini minerari di questa parte del deserto. Proprio lì vicino è pieno di sassi che contengono una quantità di ferro talmente elevata che hanno il film ossido sulla superficie esterna, proprio come l'acciaio non trattato...