Venerdì 20 Novembre, un mese e quindici giorni dalla mia partenza e un mese e quindici giorni dal mio rientro. Mi manca la terra sotto i piedi, vorrei correre verso il sud ma il Cile è come la Puglia, si fa presto a dire "già che son qui...".
Il Cile si estende per più di 4000 Km da nord verso sud, mentre è mediamente largo poco più di 250 Km, tant'è che i Cileni con cui ho avuto il piacere di confrontarmi per chiedere consigli su posti da visitare, hanno usato sempre come punti cardinali "Norte, Sur, Ande y Mar", per la direzione dei paralleli non c'è bisogno di coniare due punti cardinali, ci sono dei riferimenti altrettanto importanti. Allora che faccio? Ho un fine settimana libero, domani e dopodomani, finalmente un Sabato a mia disposizione, vado verso le Ande o verso il Mare?
M'hanno parlato molto bene delle Ande, certo San Pedro de Atacama è già nel cassetto, è un sogno che non si avvererà, "una fava che non se coce", servono almeno 4 giorni, 9 ore di macchina da dove sto io. Potrei inoltrarmi verso il "paso San Francisco", è il passo che porta in Argentina, è lunghissimo, anche li 4 ore di macchina, mica una passeggiata, all'imbocco del passo c'è un cartello che ti informa che per il prossimo rifornimento mancano circa 470 Km. Si sale fino a 4000m, i più audaci salgono fino alla vetta del vulcano attivo più alto del mondo "Ojos del Salado" (6893m) nonché la seconda vetta più alta del sud America, appena 69m più bassa della Aconcagua argentina. Anche questa è una destinazione impossibile dato che l'ascensione richiede minimo 12 giorni per acclimatarsi, per me che non sono un animale da montagna non basterebbero 20.
Pare che il Cile con la sua natura voglia imporre il così detto passo lento, mi ricorda un po' lo sguardo con cui mi guardavano gli indigeni in Senegal quando proponevo di andare in due posti differenti al mattino e al pomeriggio, così mi guarda Ralf (il proprietario del lodge dove dormo) quando chiedo di fare una escursione in giornata o di 2 giorni al Parque National Tres Cruces o alla valle del Elqui.
Il tempo stringe ed entro stasera dovrò decidere cosa fare dei prossimi due giorni... nel frattempo posto un po' di foto che in questo periodo di lungo silenzio ho scattato per le vie di Copiapò e dintorni.
Una di queste domeniche ho fatto un salto fino alla duna che pare essere la più alta del mondo, in realtà google pare farmi capire che sono in tanti i paesi a rivendicare questo primato. Titoli a parte ci sono andato con la macchina percorrendo una strada asfaltata per 30-40Km per poi intraprendere un lungo off-road in pieno deserto con la trazione a quattro ruote motrici.
Al rientro ho scoperto che il lato più bello della duna è dall'altra parte e per arrivarci c'è anche una strada molto più comoda.
Mi sono autoproclamato giudice ufficiale per la scelta della peggiore birreria di Copiapò. Le birrerie non sono la trasposizione dei nostri pub, no, ma principalmente posti in cui i minatori passano il dopolavoro apprezzando birre in bottiglia dal formato eccezionale. Infatti, cosa che non ho mai visto in nessun altro paese, le birre anche dei marchi più commerciali vengono servite in bottiglie di vetro da un litro. Più delle volte questi minatori sono da soli, ognuno con la sua bottiglia seduto ad un tavolo, ciò ha legittimato la mia presenza curiosa e solitaria in questi posti spettacolari dove in ognuno resiste ed è partecipe con entusiasmo la presenza del jukebox a gettoni.
Stazione abbandonata di Carrera Pinto una volta molto attiva quando le miniere che la circondano la usavano per caricare convogli di minerali, principalmente ferro e carbone. E' veramente straordinaria la ricchezza in termini minerari di questa parte del deserto. Proprio lì vicino è pieno di sassi che contengono una quantità di ferro talmente elevata che hanno il film ossido sulla superficie esterna, proprio come l'acciaio non trattato...




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